Incontri con l’autore. Il 5 aprile serata con Maria Cardamone

MariaCardamoneRiprende l’attività gruppo Scatto dell’Associazione I Colori della Vita.
Martedì 5 aprile alle ore 21,15 presso la sede operativia del Centro sportivo “Falcone Borsellino” (ex campo Aula) incontremo  Maria Cardamone. L’ingresso è libero.

Maria Cardamone è una fotografa freelance, nata a Palermo. Lavora nel campo della fotografia dal 2008. Si è laureata nel 2012 con una tesi in Geografia in cui ha analizzato la visione del geografo Denis Cosgrove che collega l’uso della fotografia aerea con la mappatura, in un uso politico/culturale delle immagini.

Dopo il trasferimento a Londra nel 2012, ha incrementato le sue conoscenze tecniche lavorando in studio, come fotografa di ritratto e sperimentando il processo di sviluppo e stampa in laboratorio. Dopo questo training, si è avvicinata alla fotografia documentaria e al fotogiornalismo. I suoi lavori sono incentrati su tematiche sociali e ha anche lavorato con ONG in Italia e in India. Recentemente ha documentato l’innovativo metodo formativo “Progetto Alice”, un metodo utile per risolvere i disturbi di apprendimento, bullismo e la mancanza di attenzione che colpiscono le società moderne: con il suo reportage “Alice Project: Scuola di Illuminazione” ha conseguito numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Maria attualmente sta portando avanti reportage fotografici sull’immigrazione in Sicilia e sul movimento ecologico mondiale.

Le sue fotografie sono state pubblicate nel Corriere della Sera, La Repubblica, Urban Photography Magazine, Private Magazine, “Don’t Take Pictures” Magazine, Clic.he Magazine, F-Stop Magazine, Witness Journal e Social Documentary Network.Maria Cardamone ha esposto sia in mostre personali che collettive, in Italia e all’estero.

ALICE PROJECT: IL PAESE DELLE MERAVIGLIE IN UNA SCUOLA DI SARNATH

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In un’epoca di informatizzazione e di scambio ad alta velocità di dati attraverso internet, cellulari e media, stiamo assistendo a un’accelerazione nello stile di vita con conseguente stress e in una tendenza al ribasso nelle nuove generazioni. Nelle scuole di tutto il mondo, infatti, ogni anno gli studenti hanno problemi di comportamento in aumento con la diminuzione di attenzione e capacità di concentrazione, più casi di dislessia e altri disturbi di apprendimento. Vicino a Varanasi, la città più antica e sacra dell’India, due insegnanti italiani, Luigina de Biasi e Valentino Giacomin, hanno portato, dopo averlo sperimentato con successo per dieci anni in tre scuole governative italiane, un nuovo metodo di scuola rivoluzionario chiamato “Progetto Alice”. Questo prende il nome dal romanzo di Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”: nella scuola, come per seguire il coniglio bianco, gli studenti sono invitati a trovare il percorso di conoscenza di se stessi e del mondo. Il Progetto Alice prende come modello il motto delfico “Conosci te stesso” e lo promuove attraverso la meditazione e le valutazioni periodiche effettuate dagli insegnanti, al fine di individuare le difficoltà specifiche degl alunni in corso d’opera. Inoltre yoga, massaggio ayurvedico, e la preghiera collettiva, sono pratiche incluse e considerate utili per sviluppare unità bio-psico-spirituale, la psicologia transpersonale e l’intelligenza emotiva. Dopo diverse ricerche e test scientifici, i risultati sono stati molto incoraggianti, e i ricercatori si sono chiesti se avessero di fatti inciampato su una possibile soluzione ai problemi che affliggono le società moderne in relazione al comportamento degli studenti e il rendimento scolastico. Nel 1994 fu fondata la prima scuola di Alice a Sarnath (India), interculturale e generosamente aperto alle classi sociali più basse. Oggi, dopo 20 anni di attività, la scuola ha più di un migliaio di studenti, ed è riconosciuta ufficialmente dal governo indiano come ONG Awakening Universal Special Education. Il metodo di Alice, nato per far fronte al disturbo di apprendimento, utilizza sia la psicologia occidentale che quella orientale, includendo gli insegnamenti spirituali di tutte le religioni, con attenzione ai umanitarismo e l’ecologia. Il Progetto Alice è stato studiato con metodo scientifico, al fine di dimostrare che può aiutare anche i bambini delle classi inferiori per colmare il divario nei confronti dei loro coetanei socialmente ed economicamente più fortunati. Nel giro di pochi anni, gli studenti svantaggiati che avevano fallito nei primi test verbali e non verbali proposti dallo psicologo della scuola, non solo hanno recuperato brillantemente svantaggio rispetto agli studenti socialmente più elevati, ma erano anche in grado di superarli. E ‘dimostrato che nelle scuole Alice i problemi di disciplina sono quasi inesistenti né vi sono casi di studenti con disturbi di iperattività e di attenzione o difficoltà di apprendimento, malattie che invece concernono gli altri paesi del mondo, anche l’Italia da dove tale ricerca proviene. Questo incoraggia un nuovo percorso insieme nell’insegnamento, nell’apprendimento e nella coscienza. Nel 2001 un’altra scuola è stata aperta a Bodhgaya, ed è ora in parte autogestita dagli studenti. Una terza scuola, per la minoranza etnica Chakma si trova nello Stato di Arunachal Pradesh.

Locandina Maria Cardamone

Galleria Evento (foto di Vito Curatolo)